Roberto Puglisi

Il mio primo pezzo..

di Roberto Puglisi

Mi avete sempre incuriosito con affetto, Care Rosanero Girls. Siete donne, dunque siete tutte migliori di me che sono soltanto un uomo. Non sono il tipo da imbracciare il violino e inventare una sonata per rendermi simpatico. Sono convinto, nel bene e nel male, delle mie affermazioni. E' che lo vedo con mia madre, vedo cioè quanto le donne siano migliori di noi uomini.
Le donne possono
perdere il compagno della vita, ma se hanno figli da sostenere si inventano un sorriso nuovo ogni giorno. Le donne possono restare per settimane sotto il crollo di qualcosa o di qualcuno che amavano. Giorni e giorni sotto le macerie, senza fiatare. Poi si rialzano, scuotono la polvere dai vestiti e ricominciano.

Ogni tanto con mia madre prendo il caffè, chiacchieriamo. Più di lei parlano le rughe. Ogni ruga racconta un dolore e spiega lo sforzo dell'anima che ha disteso un bianco sorriso intonso, per non lasciare spazio ai crepacci e alle spine conficcate dal tempo. E mia madre raccoglie e ritaglia ancora i miei pezzi sui giornali. Chissà chi avrà memoria di me, dopo, dentro un addio che
comunque verrà, nonostante l'amore.

Care Rosanero Girls, nel momento in cui Melissa mi rende un grande onore, proponendomi di scrivere una rubrica per voi, non so fare di meglio che parlare di mia madre per dimostrare – e non so se ci sono riuscito – l'affetto che mi lega a voi da tanto tempo. Cominciamo, spero di essere assiduo.


Ps. So che ci sono uomini e l'abbraccio va dunque esteso. Per la semplice circostanza di essere parte di questa comunità, anche loro sono tutti migliori di me.



Di Roberto Puglisi