Roberto Puglisi

Applausi per Edi

di Roberto Puglisi

Quando Cavani tornerà a Palermo dovremo alzarci in piedi per applaudirlo. Avrà un'altra maglia. Il cuore sarà lo stesso di sempre. Cosa conta infine in questo mondo di amore e lacrime? Che cosa è importante per noi? Sono importanti i gol, le finte, gli assist? Sono importanti i soldi, gli anelli al dito e quelli al naso?
No, è fondamentale la capacità di correre a testa alta. Perché se corri,hai un cuore e non sei un cadavere. La differenza tra noi e la morte è appena questa. Appoggiate una mano sul petto, sentite il battito. E' la ricchezza, è il tesoro immenso, anche nella tristezza. Gli uomini dovremmo riconoscerli e amarli dal battito nel petto, dall'unica vibrazione che ci rende diversi dal
metallo, dall'odio, dal freddo.

Edinson ha un grandissimo cuore e lo ha dimostrato in ogni occasione possibile. Ricordo le sue corse disperate, fino a lasciar traballare il muscolo cardiaco. Ricordo i suoi sorrisi. Ricordo la sua generosità. Ricordo il giorno in cui, in un supermercato, lo vidi abbracciare un ragazzo di colore che portava i carrelli agli altri. Edi strinse il piccolo amico sconosciuto con un'intensità da fratello. E ricordo le interviste.
Io gli chiedevo del pallone.
Lui mi rispondeva con Dio.

Battiamo le mani a Edi – come batte il suo cuore – presto di scena al “Barbera” con un'altra maglia. Io, se potesse ascoltarmi, vorrei dirgli solo una cosa. Mi hai parlato tante volte di Dio e dei più deboli. Ora che mio fratello, un ragazzo forte di trentaquattro anni, ma debole per la sua carrozzina e per la società, se n'è andato in una mattina di luglio, i discorsi su Dio e sul cielo mi stanno tornando utili. Grazie Edi per l'amore che mi hai insegnato.
Grazie Edi, anche se sbagliavi i gol.




ROBERTO PUGLISI