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4/04/2018 14:05

L’arbitro Marinelli e i due secondi del mistero: il Palermo protesta ma…

Si chiama Livio Marinelli, 34 anni, viene da Tivoli (Roma) e ieri sera ha arbitrato il Palermo per la prima volta. I tifosi si augurano che sia anche l’ultima. Commenti feroci al suo indirizzo per i tanti episodi controversi che hanno prodotto decisioni a senso unico. Nulla di clamoroso, se si analizzano gli episodi singolarmente: ma l’insieme delle decisioni ha lasciato un po’ sconcertati: un rigore non dato al Palermo, un gol assegnato al Parma, un rigore concesso sempre al Parma, tanti cartellini gialli severi, poca elasticità. Il Palermo ha perso anche per colpe proprie ma l’arbitro non è stato certo ininfluente.
 
Quello che lascia davvero perplessi è la dinamica del primo gol del Parma, quello che spacca la partita indirizzandolo da una parte. C’è o non c’è il fuorigioco? La decisione è obiettivamente difficile perché l’azione è confusa e l’errore di valutazione – senza la tecnologia del Var – sarebbe anche accettabile. Quello che non è accettabile è la gestualità. La foto, tratta dalla diretta Sky, è inequivocabile: prima del tiro di Calaiò l’arbitro ha il braccio alzato, sta fischiando la punizione per il Palermo anche perché il suo collaboratore – in linea con l’azione – ha sbandierato con evidenza. Nel giro di meno di due secondi Marinelli abbassa il braccio sinistro e con il destro indica il centrocampo, convalidando il gol (GUARDA IL VIDEO DEGLI HIGHLIGHTS). Quale visione ha avuto l’arbitro in quegli attimi? Come e perché ha cambiato la decisione? Mistero. Senza contare che – chi ha giocato a calcio lo sa – la gestualità degli arbitri è perfettamente percepita sul campo e può produrre quel calo di concentrazione decisivo che impedisce di evitare il gol.
 
Prima del gol c’è stato il contatto tra Lucarelli e Nestorovski in piena area di rigore. Lucarelli è chiaramente in ritardo e tampona Nestorovski facendolo cadere: è più rigore che no. Dopo il gol c’è il rigore procurato da Rajkovc, forse la decisione meno contestabile perché il difensore è in ritardo, allunga la gamba e contribuisce a far cadere l’avversario che non aspettava altro. Prima, durante e dopo tanti cartellini gialli come i due comminati a Nestorovski e Pomini che senza particolare animosità avevano protestato col guardalinee subito dopo l’assegnazione del primo gol. Cinque ammoniti sono davvero troppi e pesano nella gestione della gara
 
Detto questo, è bene che il Palermo non cada nel tranello dell’eccesso di vittimismo. La sconfitta è anche figlia di una partita durata poco più di un tempo, di un approccio alla gara lontano da quello delle ultime gare e della stanchezza accumulata in un mese di emergenza tra tribunali, nazionali e infortuni. Si può discutere sulla formazione iniziale, a cominciare dal rientro di Aleesami e dalla staffetta Nestorovski – La Gumina che forse avrebbero potuto giocare insieme. Ma Tedino ha sempre operato le sue scelte sulla base della condizione fisica e della esigenza di alternare i giocatori in base al minutaggio: a volte è andata bene, a volte un po’ meno. In fondo, questa volta il tallone d’Achille è stata la fase difensiva, il Palermo nel complesso non ha giocato malissimo e anche nel peggior momento è sembrato vivo e rabbioso, ha subìto un primo gol “casuale” e l’errore più grosso lo ha commesso nel non sapere gestire sul piano nervoso la rabbia per il primo gol. Un po’ di autocritica non fa mai male ma in fondo il secondo posto è sempre lì, a un punto.
 
m.c

Fonte: stadionews