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1/10/2017 14:24

Ascoli-Palermo 0-0, è un Picchio rapace

 
Maresca ha, in due settimane, rivoluzionato la mentalità e l'atteggiamento dei suoi, Un buon punto contro la corazzata siciliana.  
Ascoli, 30 settembre 2017 - Partiamo dalla notizia. Lo zero a zero col Palermo è il primo pareggio della stagione del Picchio e, come spesso accade quando una grande incontra una piccola, dà certezze più ai bianconeri che alla formazione ospite. Se a questo aggiungiamo un “paratone” di Lanni e la terza, convincente, prova dei ragazzi del Picchio ecco che il cerchio si chiude con sole buone nuove.

Fiorin e Maresca cedono al buon senso, confermando in blocco l'undici titolare di Cesena e lo spartito tattico. In realtà il (purtroppo da definire ormai “solito”) infortunio di Bianchi dopo 22' li costringe ad avvicendarlo con Addae e giocarsi un cambio in maniera del tutto inattesa e inaspettata. Il Palermo ha un gioco meno codificato, difende a tre e riparte con lampi soprattutto da sinistra, dove Embalo si parcheggia sulla riga bianca mancina per creare spazi e giocate.

In tutto il primo tempo l'unico pericolo alla porta di Lanni arriva da un pallone che sorvola tutta l'area e che Padella respinge immolandosi prima che arrivasse qualche rosanero affamato. L'Ascoli? I bianconeri giocano la partita che devono giocare. Undici dietro la linea della palla finché i siciliani non oltrepassano la metà campo, puntando tutto sul movimento senza sfera e i fraseggi geniali marchio di fabbrica di Lores Varela. Favilli lotta come un leone nonostante si tocchi a volte la caviglia, Buzzegoli e Carpani iniziano il gioco con intelligenza allargandosi quasi sulla linea dei terzini per avere la visuale pulita. Ne scaturisce una prima frazione di gioco accorta con unico sussurro proprio del pisano in odore di nazionale. Il suo colpo di testa però, termina a lato.

Vi raccontiamo un altro pezzo di partita: quello dei tifosi della Curva Sud. Sono veri, in carne ed ossa, ma incitano la squadra ad un volume (alto) tale che il sostegno sembra essere irradiato da un mega impianto stereo. Incredibili. Importante il segnale lanciato ad inizio gara, quando chiedono ai quattro “patron” dell'Ascoli (nell'ordine Bellini, Faraotti, Tosti, Ciccoianni) di “non tradire la nostra gente”, lanciando un messaggio chiaro verso l'ad Cardinaletti (“Ragionier Cardinaletti, dove sono i suoi proJetti?”. Perché la “J”? Perchè il riferimento (ed il logo) bene in chiaro è alla Juventus.

La giocata da fuoriclasse la regala Lanni ad inizio ripresa: Rispoli si ritrova, martellando, a tu per tu col portiere di casa per quello che sarebbe più di un rigore in movimento. “San Ivan da Alatri” aspetta fino all'ultimo secondo in piedi il duellante, scegliendo di battezzare l'angolo giusto per sbarrargli la strada. Avete presente quando si dice che il portiere può segnare anche senza segnare? Ecco, così. Inchiodata sullo zero a zero, la sfida si trascina con l'Ascoli bassissimo nel baricentro e nell'attesa di qualche spazio. Tedino, allora, rivoluziona l'attacco inserendo in un colpo solo Coronado e Trajkovski. La risultante è un possesso palla ancor più accentuato degli ospiti con Favilli che, solo soletto, guerreggia come primo difensore dell'Ascoli lontano da Posavec (fischiato dai sostenitori bianconeri).

In definitiva, diverse buone notizie, anche se solamente per la parte di non possesso. Lanni decisivo, Gigliotti e Padella puliti, precisi e ordinati. Mogos e Mignanelli sempre “sul pezzo”, Carpani e Addae senza grosse sbavature. Dulcis in fundo Maresca e Fiorin, o Fiorin e Maresca che dir si voglia. Hanno capito i loro errori, quelli dei loro giocatori, le necessità della categoria e le caratteristiche del campionato. Rivoluzionando, con un passo di dieci metri indietro e movimenti granitici in fase difensiva, il loro Ascoli. Che, oggi, è una squadra. E questa, al di là del risultato, è la notizia migliore.

C'è un post, davvero divertente, riguardante Peppe Bellusci. Era la prima da ex e da avversario, in assoluto, per “Recoba”. Lotta come un leone tutta la partita. Aspetta che i bianconeri vadano sotto la Curva Rozzi a salutare i tifosi e si presenta, come uno di loro, alla fine, da solo. Salta con loro, si batte la mano sul cuore, partecipa ai cori. E' anche questo il bello del calcio. E va raccontato.
Il tabellino
ASCOLI (4-3-3): Lanni; Mogos, Padella, Gigliotti, Mignanelli; Carpani, Buzzegoli, Bianchi (26' Addae); Baldini, Favilli (87' Rosseti), Lores Varela (72' De Feo). A disp: Ragni, De Santis, Cinaglia, Pinto, Florio, Parlati, Castellano, Santini, Clemenza.. All. Fiorin-Maresca
PALERMO (3-4-2-1): Posavec; Cionek, Struna, Bellusci; Rispoli, Dawidowicz, Chochev, Morganella; Murawski, Embalo (70' Coronado); La Gumina (70' Trajkovski). A disp: Maniero, Pomini, Accardi, Jajalo, Gnahore', Fiordilino, Szminski. All. Tedino
ARBITRO: Pinzani di Empoli (Cangiano, Grossi, Massimi)
NOTE: recupero 2'+3', ammoniti Murawski, Morganella (P), Addae (A) per gioco scorretto. Spettatori 5577, incasso 41544,01 euro.
 
m.c

Fonte: ilrestodelcarlino.it